Grazie, zio (4)

Grazie, zio (4)
 Stavo disteso sul letto con le cosce aperte. Il mio amante muoveva velocemente due dita nella mia fica anale adesso ben lubrificata, mentre le nostre bocche si scambiavano un altro bacio profondo da innamorati. Poi spostò la mano un po’ più in alto, strofinando come un clitoride il mio piccolo pene eretto.
Poi mi fece girare, e mi salì sopra, puntando il suo cazzo contro il mio buco, mentre io ancora con le gambe spalancate mi sollevai un po’ per facilitargli la penetrazione.
“Sì, così, amore, spingi!, dissi con la voce più femminile che sapevo, lanciando dei gridolini eccitati mentre Ernesto con un colpo solo affondò tutto il suo cazzo dentro di me e iniziò a fottermi con colpi lenti ma regolari e vigorosi, ogni volta uscendolo quasi tutto e poi spingendolo di nuovo fino in fondo. A ogni sua spinta , anch’io spingevo leggermente indietro, verso di lui, perchè la penetrazione fosse più profonda
possibile. Non avevo mai fatto l’amore prima e provavo per la prima volta la gioia di dare piacere a un uomo. Ernesto proseguì con il suo ritmo regolare per cinque minuti buoni, mentre io non potevo trattenere dei gemiti di piacere ogni volta che la sua verga affondava dentro di me. Poi il suo ritmo accelerò e divenne frenetico, mi afferrò per i fianchi e con gli ultimi colpi vigorosi, mi sborrò dentro mentre mi ripeteva:
“Sei mia! Sei mia!“
” Sì, sono tua per sempre, amore mio! “, risposi, ed ero sincera.
Ci abbandonammo esausti sul letto, senza però staccarci del tutto, io poggiai la testa sul suo torace villoso mentre lui mi passava dolcemente una mano tra i capelli.
Dopo un po’ che stavamo in silenzio, sì alzò e andò a prendere qualcosa nell’armadio:erano dei vestiti da donna, me li passò e disse: “Erano della zia Carla, vedi come ti stanno. Poi prenderemo qualcosa della tua misura, vatti a cambiar e di là, ti aspetto”.
Obbedii, non senza qualche difficoltà perchè non avevo mai messo prima un reggicalze (le altre cose sì, spero che mia madre non si sia mai accorta che le mancavano delle mutandine). Mi guardai nello specchio del bagno, compiaciuto del mio sedere che, sui tacchi a spillo, sembrava più femminile. Poi, traballando su quei tacchi alti, tornai alla stanza da letto dove zio Ernesto mi aspettava. Indossavo un paio di sandali col tacco a spillo, che mi lasciavano quasi tutto il piede scoperto, mutandine e reggiseno di pizzo nero (che anche loro coprivano poco), calze nere ricamate col reggicalze, e sopra una vestaglia rosa trasparente.
“Ti stanno molto bene, anche se si vede che non sono della tua misura. Ora sceglieremo assieme qualcosa per te. Questi erano solo per fare una prova, perchè non vedevo l’ora di vederti vestito da femmina. D’ora in poi quando sei a casa mia indosserai solo abiti femminili”
Ci pensò un poco, poi : “Tranne che in estate, perchè in estate ti voglio vedere sempre tutta nuda”, aggiunse, guardandomi arrapatissimo.
“Ora vieni qui, Lucia”
“Sì, zio”, risposi arrossendo con un sorriso, e tornai a occuparmi del suo cazzo duro, da brava mogliettina.

Yorum bırakın

E-posta hesabınız yayımlanmayacak. Gerekli alanlar * ile işaretlenmişlerdir