Paziente K.

Paziente K.

Questa è lá traduzione gratuita di un famoso racconto pubblicato all’inizio del decennio su un noto sito americano di racconti erotici.

A parte il fatto che sono uno psicologo e che ho partecipato realmente al trattamento di un paziente con il disturbo psicologico conosciuto come Disturbo dissociativo dell’identità (DDI), il resto: nomi, date, luoghi, fatti sono tutti fittizi solo per preservare l’identità del paziente e anche lá mia, poiché quanto accaduto mi ha coinvolto in modo del tutto inaspettato e inappropriato.

Infatti, se mi rivelassi, il Consiglio di Psicologia mi impedirebbe di continuare a praticare lá psicoanalisi. Sono una seguace della linea lacaniana, ho anche approfondito negli anni con lavori legati alla terapia ipnotica per aiutare i pazienti a liberarsi dalle loro paure più profonde, profonde e intense.

Come è stato il caso di quello che qui chiamerò il paziente K, diciamo che il mio nome è Jill Philips. All’epoca, circa 8 anni fa, avevo 35 anni, ero già sposato senza figli. Ho vissuto a Santa Fe, New Mexico, e un collega mi ha indirizzato ad uno dei suoi pazienti, giusto il K. Per motivi professionali il paziente è stato costretto a trasferirsi in un’altra città e il trattamento doveva continuare.

K era già stato assistito ad Albuquerque per più di 3 anni, con questo disturbo noto come DID, più comune di quanto lá maggior parte delle persone possa immaginare, má che colpisce più donne che uomini. K, tuttavia, è un uomo completamente guarito che ora vive in Colorado, anche sposato.

Di solito Disturbo dissociativo dell’identità è legato a problemi di abuso da parte di uno o più parenti nell’infanzia, má che può verificarsi anche nell’adolescenza, è stato il caso del mio nuovo paziente.

Per sfuggire allo tensione causato da situazioni estremamente conflittuali, una persona come questa sviluppa lá capacità di assumere una nuova identità e vivere quella situazione come se l’altro non esistesse nemmeno, fino a quando un fatto o un discorso lo porta a cambiare lá sua identità.

A differenza della maggior parte delle persone che sanno sempre chi sono, coloro che soffrono di questo tipo di disordine sviluppano diverse identità diverse, il caso più noto, anche perché è diventato un libro e un film è il caso di Sybill, (nome di fantasia Shirley Ardell Manson) una donna che aveva 16 personalità diverse, che vivono nello stesso corpo e senza che nessuno di loro conosca gli altri.

K non ha raggiunto così tante varianti, io e il mio collega abbiamo scoperto che ha sviluppato 8 personalità diverse, ha passato 4 anni di trattamento, molte volte sotto ipnosi, tanto che a poco a poco a poco è stato possibile che fosse guarito. L’ottava personalità o identità apparve solo quando K era già sotto lá mia cura. Ed è sui fatti accaduti con quest’última identità K che riporterò quanto segue.

Il mio collega ed io abbiamo persino pubblicato un articolo sull’American Journal of Psychology sul trattamento dato al nostro paziente, citando tutte le personalità di K, compresa l’última. Senza, però, rivelare i dettagli di quello che è successo durante molte sedute….. Quando K mi ha introdotto a questa strana identità.

Ho conservato per anni gli eventi che sono accaduti allora, má qualcosa in me, soprattutto dopo che ho iniziato a leggere e partecipare a questo tipo di lettura erotica mi ha dato il coraggio di rivelare questo mio segreto. E’ il mio primo scritta qui, e forse l’último. È una forma di psicoanalisi, anche se molti dei miei colleghi possono ridere ora quando leggono quello che scrivo, má bisogna considerare che lá nostra società non ammetterebbe lá metà di quello che è successo in quelle sessioni.

E ‘stato un errore, il mio … Lo so, má è stata anche un’esperienza straordinaria, rivelatrice di qualcun altro che io dovuto ammettere che ero, che sono…

Comunque, andiamo ai fatti, il meglio che posso dirvi.

Alcune sessioni avevano già avuto luogo, e K mi aveva rivelato lá sua última identità, l’ottava. In essa era Jeff – lo stripper. Un stripper professionista, má i fatti che mi ha detto erano ancora dalla sua adolescenza, K deve quindi avere 17 o 18 anni. Ed era uno stripper per le donne della sua famiglia, almeno alcune. Più tardi sarebbe diventato uno stripper professionista. Tuttavia, il suo nome artistico e lá sua personalità emerse in quel periodo.

K era molto facile da mettere in uno stato ipnotico, anche perché il suo trattamento dato che Albuquerque era già sotto l’uso di ipnosi e farmaci, facile da inserire anche più facile da lasciare. Quando mi ha rivelato lá figura di Jeff, era chiaro che amava essere quel personaggio. Amava massaggiare se stesso, toccare, mostrare….. Mai prima d’ora avevo avuto un paziente come quello, mai prima d’ora nessuno era così lascivo, così libidinoso.

Niente di piu’ distante dalla figura di K dell’identita’ di Jeff. K era uno sciatto, mal vestito, che odiava l’esercizio fisico e amava gli hamburger. Bello, gentile e molto, molto timido. Non era grasso, má era certamente sovrappeso. Il fatto che lá figura di Jeff apparve e fu presentata sotto ipnosi per K, come sempre accaduto, stava portando a cambiamenti nel comportamento del paziente. Nel corso di quasi 2 mesi K stava diventando un uomo più sensuale, più preoccupato per il corpo, stava incorporando caratteristiche che esistevano solo quando era Jeff.

E K divenne Jeff ogni settimana nel mio ufficio, per rendere le cose meno imbarazzanti per K cambiammo l’orario settimanale del suo appuntamento, fino alla fine dell’espediente il mercoledì. Il che ci ha permesso di avere più privacy per far emergere questa strana personalità….. E confesso, eccitante. La mia segretaria è partita presto quel giorno, il che ha reso le cose più facili.

K è diventato più sottile, più atletico, ho cominciato a notare i cambiamenti. E ‘stato nella penúltima sessione che quello che mi aspettavo accadesse. Jeff ha fatto, come un professionista nel settore, infine ha mostrato, lasciarmi vedere il suo pene. Che è stato rivelatore, má è stato anche emozionante. Confesso, vedendo membro di un paziente non è qualcosa che rende un professionista nel mio lavoro ottenere eccitato, má i cambiamenti fisici in K insieme ai miei problemi personali . A quel tempo io e mio marito stavamo attraversando una crisi coniugale. Tutto si è riunito in quel momento, in quelle settimane, in quei mesi.

Lo so, non lo giustifica, má è quello che è successo. E’ innegabile che vedere il pene della mia paziente, un pene sorprendente che lui, indecente, ha toccato, accarezzato e più di ogni altra cosa ha innaffiato con storie eccitanti che a volte hanno coinvolto lá zia, lá cugina, lá sorella e persino lá madre stessa. Che stava prendendo il controllo del mio essere, del mio corpo senza che me ne accorgessi. Ho iniziato a toccarmi più spesso pensando a loro (Jeff e K), corpo e anima insieme in un intenso desiderio, má senza che si conoscessero.

Era un martirio vedere Jeff che si masturbava davanti a me, dicendomi che sua zia lo stava masturbando sotto lá doccia, insaponando il suo pene fino a portarlo ad un orgasmo stridula che in quell’istante avrebbe riprodotto nuovamente.

– AAAaaaaahhhhh!!!!! Ziaaaaa! Uuuuuhhh!!

Ho attraversato le gambe cercando di controllare me stesso, insopportabile vedere lo zampillo che usciva in getti bianchi, bagnando le dita, lá grande mano dell’uomo ipnotizzato di fronte a me. Mi sono morso le labbra e mi sono lamentato con cura, spaventato a far svegliare K.

Entrambi cumming. Ho riso, riso senza sensi di colpa… Soddisfatto.

Non si è nemmeno accorto, ho appena contato…

– Uno, due, tre, quattro… Jeff! Svegliati, K.

Si è svegliato, mi sono avvicinato e gli ho dato 3 salviette umide. E’ stato bello vedere come K si è sentito in imbarazzo quando si è accorto di avere tutte le melasse con il suo stesso seme.

– Scusa Jill, scusa….. Mio Dio!

– Pulisce e veste.

Non mi guarderebbe nemmeno, lo guarderei pensando, se sapesse come mi ha lasciato. Ma ho saputo fare un viso professionale, un viso adulto, serio, freddo e distante. Tutto quello che i pazienti si aspettano.

– Non preoccuparti, è normale. Questo è quello che devi sperimentare per guarire te stesso, ok?

– Ma fare questo, Jill, di fronte a te….. Come se fosse un ragazzo. Inoltre, sei sposato.

– Scordatelo….. Nessuno lo saprà. Pensatemi come se fossi un prete, ok? E’ un segreto, tutto è un segreto, un nostro segreto. Ti aspetto lá prossima settimana.

***

Se n’era andato, in quel modo timido e imbarazzato e io andai in bagno per soddisfarmi in modo peccaminoso, indecente e sordido…. Un modo che nessun professionista aveva il diritto di fare…. Má io sì, mi sono masturbato, mi sono divertito a pensare al cazzo di K o sarebbe stato di Jeff?

Chi se ne frega, ho sognato i due, contando i giorni, le ore fino al mercoledì, una follia. Come sarebbe tutto, come sarebbe? Ero anche io in un dilemma, lo eravamo entrambi. Io ero una professionista e una moglie e lui era come le loro identità, che a malapena si conoscevano. Tuttavia, non c’erano scuse per me, perdono. Con lui c’era lá giustificazione di un paziente in cerca di una soluzione, una cura. Ma il paziente aveva un bel pene gigante, era il mio punto debole.

Era impressionante, non avrei mai immaginato K con un bastone come quello, e il suo era più grande di quanto mi aspettassi.

– Entra.

– Sono in ritardo, scusa.

– Ci faremo perdonare da lui.

– Davvero? Voi ragazzi siete così inflessibili riguardo al programma.

– Ciò che conta è lá vostra guarigione. Vieni…… Velocemente.

E ‘stata lá prima volta che ho visto K con un abito come quello, un pantaloni stretti, che mostra il volume tra le gambe, le cosce più prominenti di quanto io possa immaginare. Il tutto vestito di nero, e lá camicia sociale, una volta abbottonata fino al collo, ora è diventata più aperta rivelando un petto molto più peloso di quanto si possa immaginare.

Come sempre, entrò rapidamente nello stato alterato di coscienza. Non ho nemmeno dovuto chiamarlo, l’identita’ di Jeff e’ quella che e’ venuta fuori.

– Ehi, Jeff, come stai?

– Beemmm…… Beemmm….. Gustoso.

– É? C’è qualcuno con te?

– Lei, aaahhhhh nooooooo, non qui Pris, per favore, non qui.

– Chi è Pris?

– Mia sorella….. Lei vuole…….. Vuole che me lo tolga, lo mostri….. Sul suo viso.

Che è venuto più velocemente di quanto mi aspettassi, è venuto come uno schiaffo in faccia. Mi ha colto di sorpresa, ho attraversato le mie gambe e mi ha strofinato come Jeff si è lisciato, levigando il lato del corpo fino a quando lá mano è venuto su in mezzo ai suoi pantaloni. AAahhhhh! Lo ha fatto in un modo così maschile, così indecente, crudo.

Anche nella luce fioca ho visto il suo pene crescere intrappolato in pantaloni stretti. La mano strofinato facendo crescere l’arto, gonfiare. Jeff si gemito, si contorsione. Tutto questo mi ha fatto congelare, il mio cuore batteva come un tamburo.

– Poi Jeff lo fa….. Mostrarla, mostrarla. Lasciatela vedere.

– Posso? Qui!

– Si’ che puoi. Fateglielo vedere….. Toglietelo.

– Vuole vedere il piccolo cazzo di suo fratello, no? Eh, puttana, vero? Non va bene, eh? Lo vuoi spesso, vero? E’ questo quello che vuoi?

Sensuale come un serpente, i gesti seguivano il discorso, Jeff lento e lubrico sbottonò i pantaloni, scese lá cerniera e lasciò apparire il volume, salire. Immaginavo che mi avrebbe mostrato le mutande….. E ‘stata una sorpresa, una sorpresa deliziosa, K è venuto con niente, il suo cazzo è apparso gradualmente, crescendo, gonfiandosi in mezzo ai pantaloni che si stavano piegando. Un bellissimo pilone, un fascio lungo.

Ho tenuto lá bocca aperta, ammirata, magnetizzata guardando il mio paziente lasciare lá sua virilità, lá mascolinità emergere come un pilone appuntito, denso, pieno, tonico….. Membro di un uomo osceno….. Voluttuoso.

– Mi fa crescere, di più, di più. Crescere di più!

Ha mosso l’anca, salendo e scendendo. Ho immaginato un orale, má il discorso ha chiarito che era sui seni di Pris.

– Andiamo…… Stringere, non va bene? Stringi più forte, stringi…… Per favore aaaahhhhhh!!!!!!

La mia bocca prosciugata, mi sono congelata, aspra, guardando quella scena libidinosa, licenziosa…. i****tuosa. La mia figa si è bagnata, ecco cosa mi ha svegliato, ho sentito un filo freddo che scorre attraverso le mie labbra strette. Il calore è esploso improvvisamente, lá mia vagina ha preso fuoco, ho contorto cercando, cercando di mantenere il controllo della situazione.

Era impossibile.

Quando mi sono reso conto di me stesso, ero in ginocchio davanti alla K, anestetizzato, dominato, affascinato da quella follia, quella follia che avviene solo nell’intimità… Era passato così tanto tempo, mio Dio! Ho pensato a Tom per un momento, a mio marito, poi non ero più me stesso.

– Jeff, Jeff, calmati, tesoro. Calmati, aspetta.

– Poi toglietela, liberatemi.

– Lo faccio, faccio.

Ho lasciato K solo con i calzini, ridicoli calzini marroni. Gli ho sbottonato lá camicia, non sembrava nemmeno lo stesso uomo di qualche settimana fa, non aveva quasi nessuna pancia. Mi sono morso le labbra ammirando tutto, gli passo le mani attraverso il petto peloso e lá coscia. Mi sono sentito un pizzico di colpa… Non ho avuto nemmeno il tempo di pentirmi. La grande mano di quell’uomo mi ha avvolto il seno, schiacciato… Fino a quando, fino a quando…. Jeff lo sapeva….. Ha sbottonato lá mia camicetta come uno specialista, ha tirato fuori un seno e ha girato il dito per indurire il mio becco.

– Toccare, toccare per me.

– Io………. Tesoro….. Voi. Così? Così? Tutto bene?

Ho avvolto il pene del mio cliente in mezzo al suo seno, l’ho schiacciato e strofinato. Sentire il calore, lá consistenza, lá fermezza di quella canna carnosa e maschile. Non l’avevo mai fatto per nessuno, nemmeno per Tom, má lo stavo facendo per Jeff, inginocchiato e cattivo, comportandomi come se fossi lá sorella puttana di K. Ho fatto il mio paziente bagnato il mio seno ….. Ero orgogliosa di vedere il fluido traslucido che mi macchiava il seno.

Ho spazzolato, diffuso fino a quando il cazzo ha toccato il mio becco.

– Sentirlo, eh? E ‘becco di Pris ….. Guarda come gustoso, un masturbarsi, con il piccolo becco sul mio petto ….. Lo rende duro, lo fa! Vai……. Indurisce il mio becco.

Il grande gambo caldo camminava tra i suoi seni. Avrei allungare il mio corpo e bagnare lá mia figa…….. Il becco nel mio petto era palpitante, una cosa strana. Stavo delirando….. Ero in amato…… Amato.

– Tettarelle bagnate di Pris, fare, fare… Guarda come sono gustose queste piccole tette, dure le piccole tette, tette… Bagnato, bagnato il becco. Dammi il tuo latte, dammelo, dammelo a Pris. Vieni Jeff, vieni….. Lascia che te lo provi.

Ho appena parlato, non ho nemmeno bisogno di tremare, il primo getto mi ha bagnato il collo, il forte odore, il cazzo ha pulsato bloccato nelle mie dita. Era delizioso! Il suo pene avrebbe sputare, gettare pezzi di quella crema bianca lucida….. Ho diretto lá punta verso il mio becco, lá crema bianca ha coperto il mio capezzolo scuro. C’era una grossa goccia appesa al becco, bella e ancora di più….. Chiamandomi per essere assaggiata.

Jeff era esausto, má per me era solo l’inizio. Ne avevo bisogno, volevo sapere che mi piace quell’uomo, sono riuscito ad allungare lá lingua e mi sono leccato il petto, il becco. Ho sentito lo spessore del mio becco, sono rimasto sorpreso dalla dolcezza di quella crema bianca….. Gustoso, caldo

– E’ da pazzi, Jeff! Follia, follia.

– Cosa? Mamma, mamma! Tu, qui….. No! Non quello, no!

– Cosa c’è, Jeff?

– Un bacio….. Lì?! Ora?

– Cosa vuole, Jeff, cosa?

– Giura, giura che sarà buono, giura!

– Di’ Jeff, cosa?

– Allora baciami, lascio… Lascio tutto. Fallo, madre, fallo come vuoi.

Mi ci è voluto molto tempo per capire, perché si è inginocchiato e si è sdraiato contro lá schiena del divano e mi ha mostrato il suo culo bianco nudo…….. Liscio.

– Jeff, no. No, Jeff, no….. No!

– Voglio, quindi fammi vedere, provarmelo. Dimostrare che ti piaccio. Leccare e forare.

– Non il culo, no, no… è molto Jeff, molto.

– Per favore, fallo, fallo, mamma, lo lascerò andare.

Jeff ha iniziato a strofinare contro il tessuto di raso del mio divano, dissoluto, languido, in un’intensa voluttà, strofinando quel pene, macchiando il divano. Il bastone cresceva, si ispessiva.

Sono rimasto stregato, innamorato. Afferrai di nuovo il suo gambo, scosse e sentii il sangue risorgere, riempiendo il bellissimo arto. Mi masturbo il mio paziente con lá volontà, immaginando tutto quello che farei.

Mi sono infilato lá faccia in una volta, non c’era nemmeno il tempo di sentirmi in colpa. Il ragazzo si trattenne, si congelò completamente, sentendo lá mia lingua agitare all’ingresso di quel buco. Il culo usato, già abusato, che rendeva i movimenti più facili. Ho leccato dentro, che era pazzesco, ho bloccato lá punta della mia lingua e ho sentito l’interno del culo di un uomo. Ho sentito lá sua lussuria sorgere, dominare lá sua ragione.

Jeff gemuto in un urlo, lá crema bagnato le mie unghie, ho spremuto più forte. Il calore del cazzo ha riscaldato le mie dita…….. Ho vibrato all’interno, tremato….. E mi sono bagnato, sì, ho bagnato le mie mutandine, ho sentito il mio sudore correre giù per le mie cosce.

Non mi interessava.

Perso e prostituto…. L’ho adorato, l’ho vibrato e sputare fuori, bagnato il culo di K.

– Che culo delizioso! Piccolo culo come quello non può essere sprecato! Deve essere ben trattato, ben mangiato, giusto? Eh?

– Vai, mamma mangia, mangia me.

– Mamma, vai, mangia bene. Il culo del mio ragazzo…… Il culo dolce del mio Jeff……. Vedi, vuoi?

– Mangia, mangia, mamma!

– Tre dita in basso, proprio nel tuo culo.

– Mettilo dentro, mettilo dentro!

– Ho mentito, ho mentito…….. Chiunque abbia detto che ho tenuto duro, ne ho messi quattro sul mio ragazzo, sul mio Jeff? Va bene? Quindi, ooohhhhh!!!!!! Alzarmi e lasciarmi masturbarti? Per voi a venire gustoso….. Molto gustoso. Fallo vedere, fallo vedere alla mamma.

– Voglio mangiarti, lasciami mangiare te.

Ero dalla sua parte, strizzando e agitando, pronto a sentire il latte di K che arrivava, quando abbiamo incrociato gli occhi….. Ecco quando mi sono reso conto, solo lì mi sono reso conto.

– K!!! Sei tu, tu….. No!

– Lascia Jill, lascia….. Dai, resta di quattro

– K, Jeff, no, non era…..

– Il mio cazzo vuole…… Lascia stare. Lascia che ti scopi! Lasciami….. Fammi sapere lá tua figa

– Jeff! No, sono io, sono lá madre!

– Gira Jill e sdraiati.

E’ stato impressionante, meraviglioso….. Speciale.

Mi sono sbarazzata del reggiseno, della camicetta e mi sono sdraiata….. Ho sollevato un culo avido, ho mostrato una figa bagnata e sudata. K è andato su per lá mia gonna e si è strappato le mie mutandine, ero ansioso….. Come una vergine pronta per essere deflorata, disonorata. K ha camminato l’albero tra le mie labbra, massaggiato il mio clitoride, mi ha agitato con due dita. Mi ha fatto bagnare ancora di più le cosce.

Ho morso il labbro e mi sono sentito….. Ho sentito lá bacchetta che si strappava, radersi le labbra. Lentamente e costantemente mi ha aperto, mi ha trafitto. K ha continuato a venire dentro, penetrare….. Fino a che non potessi ritenere i suoi pubes che si incontrano sul mio asino.

– AAaaahhhhh!! KKKKmmmmmm!!

– Che figa…… Che delizia!

I corpi cominciarono a battere, tremare, tremare, schiantarsi….. Un suono bagnato stava prendendo il sopravvento sull’ambiente, mescolato ai gemiti, ai mormorii…….. Aaaiiiiiiii, entrambi. L’odore coinvolgente del sesso ha preso il sopravvento, solo per farmi impazzire, per farmi venire i brividi. Ho chiuso gli occhi e strofinato le dita, sentito il momento, il secondo …..

– KKKKeee, KKKKmmm…….. Io, io, ioooooo!!!!

– Vieni, sborra per me. Sborra………… Fammi sentire questa figa che lampeggia; è così gustosa, così calda qui….. E tu me lá stai nascondendo.

– Oh, non parlare così, non parlare così…. KKKKaaaa ooooohhhhhh!!

Ho ammiccato, ho ammiccato gustoso, ho ammiccato senza paura, vergogna….. L’ho amato, l’ho amato….. Di quattro giaceva con lá mia paziente che mi scopava con gusto in una bella puttana. Lì ho guarito il ragazzo, con quel sesso folle.

Mio Dio, è pazzesco!

Naturalmente K aveva ancora bisogno di altre sessioni per noi per dire finalmente che era definitivamente guarito, non posso dire quante erano davvero sessioni di terapia, dopo tutto sono finite tutte con i due nudi, distesi sul divano. Abbiamo persino dovuto aumentare il numero di sedute a tre alla settimana.

Peccato che fosse finita, má ne è valsa lá pena per i ricordi, per tutte le cose sporche.

Questo è tutto, baci a tutti. Spero che ti piaccia.

Se ti è piaciuto, per favore goditi, dai il tuo voto, lascia il tuo commento.

Yorum bırakın

E-posta hesabınız yayımlanmayacak. Gerekli alanlar * ile işaretlenmişlerdir